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martedì 3 aprile 2012

La leggenda del cappuccino sgonfio

C’era una volta una fanciulla in un negozio di casalinghi che voleva comprare uno di quegli attrezzi per fare il cappuccino, uno di quelli che a voler mimare il gesto si potrebbe pure pensar male.
Dopo averne vagliati diversi da quello in acciaio a quello in materiale antiaderente, col coperchio in vetro e col coperchio in plastica riuscì finalmente a portare a casa l’oggetto dei suoi desideri.
E qui nacquero i problemi perchè per quanto agitasse lo stantuffo il latte di gonfiarsi proprio non ne voleva sapere, su e giù alza fino al bordo non alzare fino al bordo non scaldare troppo il latte ruota la manopola…niente. Il latte si addensava poco ma senza creare quella bella schiuma gonfia e soffice che era solita consumare al bar.
Un dì sua sorella le mostrò il procedimento corretto che agli occhi della fanciulla era nè più nè meno che quello da lei stessa utilizzato solo che il risultato era nettamente diverso: quasi 5 centimetri di schiuma! Un sogno!
Nei giorni a seguire riprovò ancora e ancora e ancora e finalmente, una mattina di marzo, coi tendini della mano che sventolavano bandiera bianca e una brioche che quasi si carbonizzava sotto la calda piastra del fornetto riuscì ad ottenere la schiuma tanto agognata!
E dopo averla versata nella mug assieme al caffè ancora fumante si apprestò a berne il primo sorso già immaginando quali sensazioni meravigliose le sue papille gustative le avrebbero donato…
Assaporò. Degustò. E ingoiò.
E arrivò alla conclusione che avere la bocca piena di aria lattiginosa fa schifo.
Morale della favola: non inseguite chimere perchè tanto il cappuccino come ve lo fanno al bar non lo fa nessuno.

venerdì 9 marzo 2012

thirty seconds to venus

Sofia.Ieri quando sono tornata da scuola ho visto in tv quella pubblicità dove c’è quella donna con un grosso livido sul viso che dice di aver sbattuto contro la porta. E’ lo stesso livido che ha la mamma oggi. Ieri sera l’ho sentita piangere di nuovo. Ormai lo fa quasi tutti i giorni. Piange e lo prega di smettere e quando lui si stanca e se ne va a dormire viene subito in camera mia a controllare che io stia dormendo e non abbia sentito nulla. E resta lì davanti al mio letto a piangere e ad accarezzarmi i capelli mormorando che va tutto bene. Forse dovrei telefonare a quel numero ma non credo che la mamma sarebbe contenta. Ha visto tante volte quello spot ma non ha mai chiamato. Forse ha paura. O forse vuole che lo faccia io.
Laura.100 su 100 non è bastato. Mamma aveva promesso che se mi fossi diplomata con il massimo avrebbe convinto papà a mandarmi all’università. E invece sono passati due mesi e ancora niente. Oggi mi ha chiesto qual è il motivo di tanta ostinazione, vuole sapere perchè non posso trovarmi un fidanzato come le mie amiche e accettare quel lavoro al supermercato giù all’angolo. Ma perchè per loro è così difficile capire? Voglio andare a Pisa per studiare lingue! La prof dice che sono portata e che sarebbe un peccato se non continuassi. In tv dicono che non viviamo più nel medioevo…ma non sono mai stati a casa mia. Ho tempo fino al 5 ottobre per iscrivermi. E se non riesco a convincerli? Dovrò andarmene di nascosto?
Luisa.Non me ne frega niente. Se stavolta è positivo ho deciso che lo tengo. Faccia quello che vuole, a me non interessa. Certo, bastardo figlio di un bastardo non è il massimo ma l’ultima volta è stato terribile. I crampi mi toglievano il respiro. Ancora 2 minuti. Diavolo l’ansia mi sta divorando. Non posso continuare così solo perchè non gli piace usare il preservativo. “Sto attento” mi aveva promesso. Se fosse stato davvero attento ora non sarei sul cesso ad aspettare il risultato di questo maledettissimo test. Non m’importa se stavolta mi lascia. Faccia quello che vuole. Non m’interessa. Merda! 2 linee. Sono incinta. Cazzo! Ok. Lo tengo. Ho deciso che lo tengo. E al diavolo quello stronzo.
Marina.Quando ho visto il sangue ho capito subito cosa stava succedendo. Mia madre è morta 8 anni fa per lo stesso motivo. Sapevo di essere condannata nonostante il medico abbia cercato di rassicurarmi, ma sentivo che sarebbe toccato anche a me. E’ una di quelle sensazioni che non puoi spiegare. Spero solo che questa macchina non mi faccia troppo male. Mia madre diceva che era dolorosissimo, prima te le schiacciano sotto e sopra e poi di lato. Quanto vorrei che fosse qui a tenermi la mano. Che stupida! Ragiono come una bambina. Devo smetterla di avere paura. “E’ l’ennesima prova Marina. Supererai anche questa.” la mamma me lo diceva sempre. Spero avesse ragione.
Storie quotidiane. Che possono capitare a chiunque. Di donne spaventate ma che decidono di reagire facendo leva sulla volontà, sulla forza d’animo e sul coraggio di distinguersi.
Non è un caso nè per sbadataggine l’averlo postato il 9 marzo, un giorno dopo la festa della donna. Perchè le donne con la loro bellezza e i loro problemi esistono tutto l’anno. Non è il classico discorso femminista di chi si reputa superiore a questi eventi: certo che voglio il mio ramoscello di mimosa l’8 marzo e va bene festeggiare questa giornata per ricordarsi un giorno di più chi siamo ma soprattutto il pensiero deve andare a quelle donne che non hanno la fortuna di avere accanto qualcuno che le sostenga.
M.

lunedì 24 ottobre 2011

Pensava con il cuore…e fu decapitata.

Immaginate di essere una ragazza per bene (e mi auguro che questo non sia un grosso problema), giovane, bella e di buona famiglia.
Un giorno, un bel giorno, un uomo importante, discretamente schifosamente ricco s’innamora di voi e voi di lui. Solo che c’è un problema: è sposato. Ma lui vi assicura che non ama più sua moglie e che ha intenzione di lasciarla.
Stranamente questo accade: lui divorzia e sposa voi.
La situazione non è delle più semplici perchè la sua famiglia e i suoi amici vi vedono come la rovina famiglie di turno ma voi, per amore, fate buon viso e ve ne infischiate.
Cominciate a fare progetti, in primis quello di avere un figlio. Magari maschio.
E però nasce una femmina. Ma non è un problema: voi vi amate.
Nel frattempo però, dietro insistenza di lui, continuate a provarci solo che il maschio tanto desiderato non arriva.
Passa un pò di tempo e il vostro rapporto comincia ad incrinarsi. Lui è di frequente scontento, non vi riserva più le stesse attenzioni e un giorno, un brutto giorno, scoprite che ha un’amante.
E vi informa che vuole il divorzio.
Voi che a fare la fine della prima moglie non ci pensate proprio siete decise a non dargliela per vinta ma lui, ancora più ostinato, è determinato a ricorrere a qualunque stratagemma pur di liberarsi di voi.
E così un giorno, un altro brutto giorno, vi ritrovate con una denuncia di adulterio sulla testa. E 5 uomini che affermano di aver avuto rapporti sessuali con voi mentre eravate sposate. Non avete scampo, nessuno corre in vostro aiuto, non siete in grado di dimostrare la vostra innocenza e vi viene addebitata la colpa del divorzio.
A pochi giorni dalla decisione del giudice si scopre però che il vostro matrimonio non è valido perchè il vostro tanto amato ex marito in realtà non ha mai divorziato dalla prima moglie, il che significa che se non eravate sposati non può esserci tradimento.
Direte “sentenza annullata quindi”.
Al contrario, la sua posizione che tanto vi aveva affascinato inizialmente si rivela un’arma a doppio taglio: nessuno si pronuncia, nessuno vi aiuta e tutti lasciano che voi scontiate la pena.
Al giorno d’oggi vi ritrovereste a pagare le spese dell’avvocato e al massimo a dover subire occhiatacce dai vicini, se proprio sfortunate qualche giornale locale potrebbe dedicarvi una pagina, ma se foste nate qualche secolo fa e precisamente nel 1507 e il vostro nome fosse stato Anna, Bolena di cognome, le cose sarebbero state un tantinello diverse.
ghigliottina