Finalmente fuori dal tunnel della rassegna fotografica per darvi qualche indicazione semmai avesse in programma di partire per il Belgio e l’Olanda e anche perchè oltre a immortalare padroni con i loro cani, lampioni, mattonelle, punteggiature giganti e spuntoni di legno ho fatto anche altro.
Sfiancarmi? Si. Ingozzarmi? Si. Annuire fingendo di capire? Si. Interpretare la mappa al contrario? Si. Vomitare? No.
Tipo che ho mangiato un uovo cotto da solo (per chi non capisse può leggere QUI) e ho fatto il grave errore di comunicare l’evento a mia madre: mi aspettavo una risposta tipo “Brava figlia mia! Sono fiera di te!” e invece suonava più come un “Quando torni facciamo i conti!” per tutti gli anni sprecati nel tentativo di farmene assaggiare uno.
Tipo che sono rimasta 15 minuti imbambolata davanti a una vetrina quando ho scoperto l’esistenza della piastra per i mini pancakes. E altri 55 a disperarmi quando ho realizzato che non potevo acquistarla perchè in valigia non c’entrava.
O tipo che ad Amsterdam, mentre un tizio mi regolava l’orologio appena comprato, le campane hanno cominciato a suonare e mi ha detto “this is a sign of good luck!” e gli ho creduto.
Ma passando a cose più serie: a Bruxelles non potete assolutamente perdere la spettacolare vista notturna dell’Atomium. Direte “Era bella?”
Non lo so. Non l’ho vista. Parlo per sentito dire.
Ma ho provato sulla mia pelle l’entusiasmante esperienza della ricerca della Jenneken Pis: sappiate che la via in cui dimora la tizia non è riportata sulle mappe, non sulle mie almeno, quindi cercate l’entrata del Delirium Cafè (storico pub) e poi… giratevi: di fronte chiusa in una gabbia rossa c’è questa bimbetta. Io l’ho scoperta per caso dopo esserci passata davanti almeno 6 volte quando ho pensato che doveva esserci un motivo se della gente fotografava un muro.
Obbligatorio assaggiare la birra alla ciliegia, una vera istituzione nazionale, magari seduti comodamente dentro A LA MORT SUBITE altro storico pub ma evitate quella alla pesca che sembra tè andato a male. Ingurgitate tutti i dolci possibili: waffel, cioccolatini, biscotti al burro e pasticcini vari: di locali ce ne sono tanti, avete solo l’imbarazzo della scelta. Stesso discorso per le friterie e le loro amate patatine fritte 2 volte. Un consiglio: non soffermatevi sulle friggitrici o vi verrà voglia di denunciare i locali alla sanità, limitatevi a mangiarle.
E se non avete idea di dove dormire posso solo suggerirvi BRIDIE’S, il b&b dove ho soggiornato io: i prezzi delle camere sono buoni e scontati dalla terza notte in poi, la colazione varia da quella continentale a quella tipica inglese e poi Bridie, padrona di casa irlandese che parla sia inglese che francese, è tanto ma tanto carina e disponibile. :)
Se la vostra meta invece è Amsterdam vi consiglio comunque di fare scalo a Bruxelles e da lì prendere il treno per la città dei tulipani: costa molto meno di un volo diretto soprattutto nel weekend quando i prezzi sono dimezzati.
Vale la pena fare un giro in battello: una navigata di oltre 1 ora tra canali e ponticelli costa in media 10 euro.
Fate anche una capatina da Henri Willig, famosissimo caseificio che oltre a vendere vi permette anche di assaggiare tutte le caciottine di formaggio olandese di ogni gusto possibile: al pepe, alla paprica, al pesto, affumicate, etc etc… Dopo un’attenta analisi di degustazione io e mia sorella abbiamo optato per quello al pepe che è finito nella mia valigia assieme ai bulbi del tulipano nero e c’è mancato poco che il mix di profumi insospettisse quelli del controllo in aeroporto.
Inutile darvi dritte sui musei: sia a Bruxelles che ad Amsterdam ce n'è per tutti i gusti, dai fumetti alle torture, dalla musica alla moda passando per le marionette oltre naturalmente a quelli di arte tra cui spiccano quello di Magritte e quello di Van Gogh. Dovete solo decidere su cosa orientarvi.
In generale comunque ho notato che l'Olanda è molto più economica del Belgio e soprattutto vanta un paesaggio ben più caratteristico. Di mulini pare che ad Amsterdam ce ne siano ben 8...peccato che non ne abbia visto manco l'ombra ma mi consolo col ricordo del Moulin Rouge di Parigi.
Non è proprio lo stesso ma è rosso, vuoi mettere?
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venerdì 30 marzo 2012
martedì 27 marzo 2012
I've got to get out of this hole. Amsterdam.
Non mi nasconderò dietro finta diplomazia e comincio subito col dire che Amsterdam è stata tra quelle visitate la città più bella!
Appena varcato il confine ci siamo accorte che il paesaggio era diverso e la certezza che ci sarebbe piaciuta l’ho avuta quando passando con il treno per non so quale città ho visto due mulini spiccare in mezzo ai palazzi.
L’altra cosa che mi ha colpito – e precisamente il naso – è stata l’odore della mariiiiia: giuro era talmente forte che m’è passato il mal di pancia!

Il paesaggio poi è maledettamente romantico e anche se ad ogni angolo ti sembra di essere sempre nella stessa strada stai li a guardare tutto come se non ne avessi mai abbastanza.
Certo mentre passeggi devi stare attento alle bici, alle carrozze ma soprattutto ai tram che è capace che te ne ritrovi uno su un piede e manco te ne accorgi.
E poi ci sono i tulipani (anche se io c’ho trovato solo i bulbi), zoccoli giganti e tante ma tante scatole di latta…

oppure, e qui ti accorgi di quanto so’ geni e altruisti, se sei stanco di biciclettare puoi fermarti e giocare a campana!

I ponti poi si perdono a vista d’occhio: ho scattato decine di foto perchè mi sembravano uno più bello dell’altro e il risultato è che mi ritrovo con un sacco di immagini di strutture tutte uguali e pedoni che guardano una pazza mentre immortala ponteggi.

Se a metà marzo eravate lì e vi è capitato di vederne una è molto probabile che fossi io.
L’altra cosa che mi ha colpito – e precisamente il naso – è stata l’odore della mariiiiia: giuro era talmente forte che m’è passato il mal di pancia!
Il paesaggio poi è maledettamente romantico e anche se ad ogni angolo ti sembra di essere sempre nella stessa strada stai li a guardare tutto come se non ne avessi mai abbastanza.
Certo mentre passeggi devi stare attento alle bici, alle carrozze ma soprattutto ai tram che è capace che te ne ritrovi uno su un piede e manco te ne accorgi.
oppure, e qui ti accorgi di quanto so’ geni e altruisti, se sei stanco di biciclettare puoi fermarti e giocare a campana!
I ponti poi si perdono a vista d’occhio: ho scattato decine di foto perchè mi sembravano uno più bello dell’altro e il risultato è che mi ritrovo con un sacco di immagini di strutture tutte uguali e pedoni che guardano una pazza mentre immortala ponteggi.
Se a metà marzo eravate lì e vi è capitato di vederne una è molto probabile che fossi io.
domenica 25 marzo 2012
Seconda tappa. Bruges.
Bruges mi ricorda tanto Borghetto, un frazione di Valeggio sul Mincio a cui sono tanto affezionata. Me lo ricorda per le costruzioni medievali, i canali ma soprattutto le dimensioni.

Dire che Bruges è piccola è un modo come un altro per affermare che a parte la piazza centrale e una serie infinita di cioccolaterie c’è poco altro.
Ma quel poco è così amato dalla popolazione belga che ho cercato di capirne il motivo. Forse per lo stile prettamente fiammingo che ricorda tanto i vicini cugini olandesi o forse perchè l’odore del cioccolato è così deciso e invitante da convertire anche il più accanito salutista. In un locale sono rimasta ipnotizzata da una fontana di cioccolato in cui è possibile immergere i marshmallow mentre la gestrice nel banco accanto serviva cioccolata calda riscaldando latte e immergendoci dentro un blocco intero di cioccolata. *.*

Ma fortunatamente siamo stati salvati da morte certa per diabete: mia sorella ad un tratto si blocca per qualcosa vista in lontananza “ma quello è Dalì?” Io: “‘nchesenso?” E parte dritta spedita verso quello che non era Dalì ma un cartellone con la sua faccia che diceva MOSTRA. E insomma a Bruges pare che non ci sia niente e invece organizzano mostre di Dalì, Picasso e Mirò.
In Belgio poi devono avere un eccezionale senso dell’humour: se Bruxelles punta tutto su un bimbetto che fa la pipì Bruges non è da meno e ha intestato il suo vicolo più famoso a un asino cieco, perchè sia celebre non lo so ma sulla mia guida c’è scritto così e io ve lo riporto.
Ho apprezzato particolarmente la quasi totale assenza di automobili, la gente preferisce utilizzare altri mezzi di trasporto, sicuramente più salutari sia per il corpo che per la mente.
Mi rendo conto che magari a Taranto la canoa non sarebbe proprio praticissima ma un giorno o l’altro devo decidermi a tirare fuori la bicicletta. Promesso!
Insomma Bruges è un luogo in cui ci si rilassa, a passeggio con le persone giuste, godendosi panorama e cioccolato, appagando l’udito con lo scorrere dell’acqua e scattando fotografie.

Se ne avete la possibilità visitatela.
Dire che Bruges è piccola è un modo come un altro per affermare che a parte la piazza centrale e una serie infinita di cioccolaterie c’è poco altro.
Ma fortunatamente siamo stati salvati da morte certa per diabete: mia sorella ad un tratto si blocca per qualcosa vista in lontananza “ma quello è Dalì?” Io: “‘nchesenso?” E parte dritta spedita verso quello che non era Dalì ma un cartellone con la sua faccia che diceva MOSTRA. E insomma a Bruges pare che non ci sia niente e invece organizzano mostre di Dalì, Picasso e Mirò.
Ho apprezzato particolarmente la quasi totale assenza di automobili, la gente preferisce utilizzare altri mezzi di trasporto, sicuramente più salutari sia per il corpo che per la mente.
Insomma Bruges è un luogo in cui ci si rilassa, a passeggio con le persone giuste, godendosi panorama e cioccolato, appagando l’udito con lo scorrere dell’acqua e scattando fotografie.
Se ne avete la possibilità visitatela.
giovedì 22 marzo 2012
Cronaca di un trip annunciato. Bruxelles.
Bruxelles è la citta che ha fatto di un putto, una bambina e un cane che fanno pipì la sua attrazione principale. Ma non solo.
Ho perso il conto degli scatti fatti all’Atomium attraverso i rami: centro l’immagine, scatto, poi rivedo la foto e “dov è? giuro che c’era!”.
E’ piena di parchi che in questi giorni assumono un colore così romantico che trascorreresti le giornate intere a passeggiarci dentro a cercare un particolare da immortalare, come un rilassante rifugio tra gli alberi, una panchina isolata o semplicemente due amiche che si divertono.
E poi resti abbagliata.
Dalle vetrine, che ti seducono con i loro dolci costringendoti a infinite soste culinarie, dalle abitazioni, dai suoi hotel e dai musei.
Il mercato di Marolles poi è una tappa obbligatoria: l'unico luogo in cui è possibile trovare tutto quello che serve…e che non serve.
Ma se siete fortunati potete imbattervi in un frammento di vita umana come quello di una bimba che anni fa dedicò un biglietto per salutare una sua compagna di classe.
Era lì tra le mattonelle del lastricato e non l’ho calpestato per un soffio. Piccole perle che ti fanno andare con la mente a ricordi della tua di vita fino al rientro al b&b dove continui a fantasticare. E del resto quando entri in una camera così come puoi non farlo?
Già. Perchè?
Nei prossimi giorni le foto di Bruges e Amsterdam. ;)
sabato 17 settembre 2011
Odio Londra quando non piove
Scrivere il post sul viaggio a Londra mentre ascolto Casa mia dei Timoria è tutto dire.
In realtà il vero scopo di questa breve vacanza era conoscere e lanciarsi addosso ai Growlers (chi sono? ahiaiahi! questi qui) e magari sposarne anche uno, intento non riuscito quest’ultimo ma la speranza è l’ultima a morire.
Nel frattempo mia sorella ha dovuto lottare contro un piccione per l’ultima briciola del suo fish&chips
e per poco non ho vomitato bevendo la creme brulè dello starbucks (se vi capita NON assaggiatela a meno che non siate soliti consumare 100 g di zucchero con un cucchiaino di caffè).
Il primo giorno è venuto giù un vero e proprio diluvio tanto che i nostri ombrelli si sono saggiamente rifiutati di aprirsi per non andare incontro a morte certa e il Tate Modern ci è venuto in soccorso offrendoci riparo mentre noi per ricambiare gli abbiamo sporcato tutto il pavimento.
Stavolta ho fatto shopping: in un negozio vintage che sta nella zona di Tottenham ho comprato una gonna che Sandy di Grease si strapperebbe i capelli per averla, a Camden un altro vestitino che sfrutterò prossimamente per un’occasione mondana interfamiliare e infine non so quanti ciondoli retrò per cui sto letteralmente perdendo la testa: mi sono fermata quando ho realizzato che stavo per spendere ben 10 sterline per mettermi al collo una giostra di cavalli.
E ovviamente la musica l’ha fatta da padrone…



In realtà il vero scopo di questa breve vacanza era conoscere e lanciarsi addosso ai Growlers (chi sono? ahiaiahi! questi qui) e magari sposarne anche uno, intento non riuscito quest’ultimo ma la speranza è l’ultima a morire.
Nel frattempo mia sorella ha dovuto lottare contro un piccione per l’ultima briciola del suo fish&chips
e per poco non ho vomitato bevendo la creme brulè dello starbucks (se vi capita NON assaggiatela a meno che non siate soliti consumare 100 g di zucchero con un cucchiaino di caffè).
Stavolta ho fatto shopping: in un negozio vintage che sta nella zona di Tottenham ho comprato una gonna che Sandy di Grease si strapperebbe i capelli per averla, a Camden un altro vestitino che sfrutterò prossimamente per un’occasione mondana interfamiliare e infine non so quanti ciondoli retrò per cui sto letteralmente perdendo la testa: mi sono fermata quando ho realizzato che stavo per spendere ben 10 sterline per mettermi al collo una giostra di cavalli.
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