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domenica 20 novembre 2011

Nel fantastico mondo di Oz

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1 ora e 40 di film visti in…20 minuti.
Anzi facciamo 22.
All’inizio ho cominciato a guardarlo per benino armata di buoni propositi, dopo ho fatto partire la visualizzazione veloce, prima 2x, poi 4x e infine 8x ma ascoltare Dorothy parlare come un registratore impazzito non è proprio un bello spettacolo, così sono saltata direttamente ai titoli di coda.
Non so se è colpa mia che non ero dell’umore adatto ma il film mi è sembrato lento e di una noia mortale. E’ consolante scoprire che a 30 anni (31 mi suggerisce la regia) non abbia più il cervello di una dodicenne ma ci sono rimasta male lo stesso, le mie aspettative sono andate deluse, brutta storia, spero di non dover ricorrere allo psichiatra per questo. E tutto perchè una notte mentre dormivo mi sono tornati in mente gli uomini a rotella. Normali reminiscenze notturne. Notturne e difettose perchè avrei giurato si chiamassero così per scoprire invece che il loro nome è ruotanti. Non che uomini a rotella sia meglio. Ma scoprire che a 30 anni la mia memoria non è più come quella di una dodicenne è avvilente, brutta storia anche questa.

Ah si, la trama. Il film narra le vicende del secondo capitolo de Il mago di Oz : dopo la sua prima visita nel regno Dorothy, una volta tornata a casa, non è più la stessa e non riesce più a dormire. Sua zia decide quindi di portarla da un medico per curarla.
Il resto per l’appunto l’ho visto velocizzato e quindi nin zo.
Amen.

domenica 23 ottobre 2011

Amabili Resti

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Come dice? Peter Jackson non parla solo di hobbit? Ah questa si che è una rivelazione: è il primo film che vedo del suddetto regista dove i protagonisti hanno piedi e orecchie normali…eccezion fatta per King Kong ma tra scimmioni e hobbit non è che ci veda chissà che differenza.

Avevo voglia di un bel film e tra le mani mi giravano titoli come Espiazione (lo so dovrei espiare le mie colpe al più presto per essere arrivata nel 2011 senza averlo ancora visto), Last Night (mi piace Keira Knigthley e allora?) e Il discorso del re…ma ahimè  i miei occhietti cadevano sempre li e io che ho un debole per le tragedie, più sono drammatici e più mi piacciono, ho dovuto cedere.

E’ il film più dolce, magico con sprazzi di divertimento che sia mai stato girato per raccontare un dramma. Prima cominci a vivere con questa normalissima e amorevole famiglia degli anni 70 per poi attraversare quel terrore dovuto all’ansia che precede la disgrazia. Ho sentito il dolore della madre a cui viene comunicato che la propria bambina non tornerà più a casa e ho provato disgusto per l’essere schifoso che ha provocato questo e ho afferrato l’amore di un padre che riesce a mantenere vivo il legame con sua figlia. Sono temi profondi che spesso per essere raccontati al meglio  hanno bisogno di tempi lunghi e fin troppo intensi ma non è questo il caso: la storia scivola come una fiaba che resta tale grazie all’ingenuità della vittima che continua a vivere in un mondo tutto suo dove può giocare ad essere chi vuole ma che deve anche scontrarsi con la propria rabbia verso chi le ha tolto anche la gioia del primo bacio.
Il film dimostra come non sia importante per superare il dolore vendicarsi o ritrovarsi davanti a un corpo tanto amato ma senza vita, e nel caso specifico, dove a farla da padrone c’è tanta spiritualità e fede, sarà qualcun’Altro a fare giustizia.

giovedì 20 ottobre 2011

Sono uno spazio ingombrante (I tre moschettieri 3D)

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O questo film è la celebrazione dei sosia o è chiaro che non andavo al cinema da un pò.
Compare Athos:
”Uuh c’è John Cusack!!”
”Ehm…no, è Matthew Macfadyen”
”????”
”Orgoglio e pregiudizio?”
”Aaaaaaah!!”

Compare Aramis:
”Heath Ledger?? Ma non era mo…ah, no è Orlando Bloom!”
”Ehm…no, è Luke Evans”
”Aaaah!” (chi???)
Compare il papà di D’artagnan:
”Guaaarda Javier Bardem!!”
”Ehm…no, non so come si chiami ma di sicuro non è Javier Bardem!”
”mmmh”
Compare Rochefort:
”Questo è The Rock, sicuro!!”
”….è Mads Mikkelsen”
”??????”
”quellochepiangevasangueinCasinoRoyale”
”Aaaaah!”
Più o meno è così che ho passato i primi venti minuti del film; l’unica che ho riconosciuto davvero è stata Milla Jovovich che a quanto pare deve aver scambiato la reggia di Versailles per il set di Resident Evil; ah si ho riconosciuto anche Orlando Bloom (quando è comparso quello vero) che nei panni del cattivo proprio non sa recitare, diciamo che dava più l’idea di una checca effeminata.
La storia è sostanzialmente sempre la stessa fatta eccezione per la presenza delle macchine volanti: mi devo rileggere il romanzo di Dumas perchè devono essermi sfuggite la prima volta; per non parlare di sto benedetto effetto 3D che ormai lo usano pure per gli spot degli assorbenti Lines e che ti fa sentire un completo idiota con questi occhialoni.
Niente di nuovo insomma, carino ma non eccezionale e se avete la possibilità di vederlo in visualizzazione normale fatelo perchè i soldi spesi per il 3D sono decisamente sprecati.
Il mio preferito resta quello di Stephen Herek!

venerdì 22 luglio 2011

Non ditemi che non lo posso fare!

Le full immersion di telefilm non fanno bene. Sappiatelo. Ti immedesimi talmente tanto nella storia che finisci col perdere il contatto con la realtà e cominci col desiderare di avere la stessa vita avventurosadivertenteinteressante dei protagonisti.

LOST
LOST-telefilm-foresta500Di colpo mi è sembrato così noioso fare la spesa al supermercato che ho pensato seriamente di appostarmi sul balcone per catturare al volo piccioni, gabbiani e perchè no, anche il cane del vicino. E ogni volta che incontravo persone che non vedevo da tempo mi soffermavo a pensare che fossero lì per uno scopo. E ho seriamente desiderato andare su quell’isola perchè, se Locke ha ripreso a camminare e a Rose è scomparso il tumore, probabilmente avrei potuto trovare un rimedio anche per i miei capelli grassi!

GHOST WHISPERER
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Un pò perchè da piccola ho vaghe reminiscenze di un fantasma che mi annunciava la morte del nonno di una compagna di classe (morto poi davvero la notte successiva, lo so sembra uno scherzo e invece è vero…ora so cosa prova Melinda Gordon ogni volta!) ho cominciato ad associare ogni rumore, ogni avvenimento privo di una spiegazione razionale (come questo) alla presenza di fantasmi. L’ultimo in ordine di tempo: domenica scorsa a casa mia mentre lo tenevo in braccio il figlio di amici ha cominciato a fissare un punto in direzione della porta e ha assunto un espressione tra l’incredulo e il terrorizzato respirando affannosamente per poi smettere all’improvviso non appena gli ho girato la testolina dall’altra parte. Il fatto che anni fa una signora si sia suicidata in quell’appartamento non vuol dire niente. Tranquilli ^_^' . E comunque aprire un negozio di antiquariato resta il mio sogno! *_*

BROTHERS AND SISTERS
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L’unica cosa che riesco a pensare è PERCHE’ NON SONO NATA IN QUELLA FAMIGLIA????






DESPERATE HOUSEWIVES
Desperate_housewives
Giuro solennemente che se mai diventerò moglie, mamma e casalinga cucinerò come Bree, farò tanto di quel sesso come Lynette, vestirò come Gabrielle e sceglierò un marito strafigo come quello di Susan.



DIARIO DI UNA SQUILLO PER BENE
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Questa è un pò più complicata da spiegare però se considerate che l’intera raccolta è composta da 4 stagioni di 8 episodi ciascuna della durata di appena 20 minuti l’uno ne deriva che si impiegano poco più di 2 ore e mezzo per vedere un’intera serie e quindi in soli 4 pomeriggi ve la sarete consumata per benino, perciò è del tutto comprensibile che alla fine venga il desiderio di lasciare il proprio posto di lavoro per andare a fare la squillo a Londra!         
E non ho intenzione di vergognarmi per averlo sognato.

venerdì 1 luglio 2011

L’ONDA di Dennis Gansel

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Tratto dall’omonimo romanzo di Todd Strassen a sua volta basato sull’esperimento sociale “La terza onda” avvenuto in California.

Il film è ambientato in un liceo tedesco dove un professore per spiegare ai suoi studenti la nascita del nazismo attua un singolare esperimento sottoponendoli a forme di cameratismo e disciplina come l’uso di uniformi e gesti di riconoscimento. La situazione gli sfugge però di mano e si ritrova a dover fronteggiare una schiera di ragazzi che presi dal delirio iniziano a comportarsi come dei veri e propri dittatori.

Il mio dubbio: a metà storia ci si ritrova con questi ragazzini che cominciano a dettare regole, ad emarginare chi non la pensa allo stesso modo, a compiere atti di vandalismo etc ma che, a parte puro e semplice fanatismo, sono totalmente privi di uno scopo finale. Per dirla in parole semplici Hitler c’aveva un motivo (assurdodapazzipateticomalato ma ce l’aveva)….questi?

La cosa inquietante è che l’esperimento, come ho anticipato all’inizio, è stato fatto per davvero in un liceo della California nel 1969 e pare che anche lì il professore stesse perdendo il controllo della situazione. Su wikipedia trovate una voce dedicata anche se non particolarmente dettagliata in quanto non risultano esserci molte fonti a parte uno scritto del professore stesso stilato però ben 6 anni dopo.

Fa paura l’idea che bastino poche regole disciplinanti per sobillare le menti degli adolescenti.

lunedì 30 maggio 2011

Non vorrei mi vedessi cadere

Il lunedì mattina mi sveglio sempre come se la sera prima avessi bevuto litri di vino rosso.
Il fatto che ieri sera abbia bevuto davvero litri di vino rosso è pura coincidenza.
Questa volta.
L’unico pensiero che mi fa stare meglio è quello di essere riuscita a portare a termine il cambio di stagione senza collassare e senza crisi isteriche dovute al ritrovamento di capi d’abbigliamento che non metto da una vita e di cui non riesco mai a disfarmi senza dovermi scervellare per trovare l’occasione in cui forse potrei ancora indossarli tanto ci sono affezionata, e di avere tolto davanti ai piedi tutto quello che è inutile superfluo e che cozza con l’estate.
Già l’estate. Ieri avevo caldo e all’inaugurazione delle cantine di San Marzano ci sono andata in tenuta estiva: magliettina scollata e sandali che lasciano intravedere il 99,9 % dei piedi.
E ovviamente faceva freddo.
Soltanto a me però.
E’ per questo che ho bevuto tutto quel vino. L’intenzione era quella di riscaldarmi e invece il risultato è stato che mi è partito il cervello e continuavo ad avere freddo.
Di recente ho visto due film: “Mine vaganti” di Ozpeteck (bello ma i finali di sto tizio mi lasciano sempre un pò così) e “La dura verità” solita commedia americana con quella che faceva “Roswell” e quello che ha fatto “300” (essì io con i nomi sono imbattibile). Naturalmente secondo voi quale dei due ha dato il via ad una di quelle pippe mentali che ti tolgono pure il sonno? Il secondo ovviamente!!! Perchè noi donne desideriamo sempre l’uomo perfetto, con un lavoro perfetto, che ti rivolge 10mila attenzioni perfette, che ti fa regali e sorprese perfetti, che ti spedisce fiori perfetti e poi un bel giorno ‘sto santo decide di bussare alla tua porta e tu che fai? Ti annoi e ti accorgi che in realtà ti manca da morire Mister Difetto, colui che rappresenta in toto tutto quello che non vorresti. E queste so’ cose brutte perchè preferiresti centomila volte di più lambiccarti il cervello sulla tua identità sessuale e ballare davanti allo specchio come un idiota “50000 lacrime” che questo.
Tra un pò vado ad addormentarmi sulla poltrona del dentista.

sabato 21 maggio 2011

Precious

precious_film_posterQuando le persone che più al mondo dovrebbero amarti sono invece i principali artefici della tua infelicità e della tua sofferenza è difficile anzi impossibile che tu riesca ad avere fiducia nel futuro. Come può quindi una ragazzina di 16 anni, costretta a subire abusi sessuali dal padre e continue violenze psicologiche dalla madre, costantemente derisa da tutti, trovare la forza dentro di sè per riscattarsi e imboccare la via del cambiamento e della rinascita?

Precious. Adolescente, incinta, obesa e semianalfabeta. Una forza interiore straordinaria che non sa di avere ma che prorompe nei momenti di peggior dramma in cui corre a salvarla sotto forma di ambiziose fantasie che le permettono, con visioni spassose in netto contrasto con la realtà in cui vive, di andar via per pochi attimi e conservare quel briciolo di energia di cui necessita per poter, anche se sofferentemente, andare avanti; saranno perfetti estranei che credendo in lei le mostreranno la via da seguire per sbocciare.

Candidato agli oscar nel 2010, il film è tratto dal romanzo di Sapphire “Push – La storia di Precious Jones”. Tra i protagonisti le esordienti Gabourey Sidibe (Precious) e Mo’nique (madre di Precious), una struccata Mariah Carey (gli anni passano pure pe’ttè!) e un perennemente affascinante (!!!) Lenny Kravitz rispettivamente nei panni di un assistente sociale e un infermiere.

ps. Ho una buona e una cattiva notizia: quella buona è che ho finalmente visto il seguito di "Amore e altri rimedi", quella cattiva è che come pronosticato sono paranoica. E' una storia d'amore che deve superare tutte le difficoltà che il convivere con una malattia importante come il Parkinson implica. Non so, mi aspettavo qualche avvenimento struggente, lei che comincia a tremare tutta e rischia la morte pungendosi il dito mentre cerca di usare la spillatrice o chissà perchè immaginavo che per qualche motivo inspiegabile invecchiasse all'improvviso tipo Benjamin Button alla nascita (ho decisamente una strana concezione di questa malattia) invece nulla di tutto ciò. Naturalmente il finale alla "tutti vissero felici e contenti" è assicurato, non ti fanno vedere mica quando lei invecchiando peggiorerà sempre più e lui sarà costretto a cambiarle pure il pannolone. Questa si che è una dimostrazione d'amore e raccontarlo sarebbe stato sicuramente più originale.

mercoledì 18 maggio 2011

Cose che voi umani…


Ieri sera ho visto la prima parte di questo film. Si tratta di una commedia che cammina sull’orlo del dramma anche se non lo fa palesemente ma lascia intuire che sta per arrivare l’evento drammatico che trasformerà quella che apparentemente è una pellicola leggera in qualcosa con un pò più di spessore.
Questo almeno è quello che ho percepito io. Stasera la prova del 9: vedrò il seguito e capirò se ci ho visto giusto o sono semplicemente paranoica (voto per la seconda!).

Poi… Stanotte è successa una cosa strana: ieri sera sono andata a dormire col mio fedele bite sui denti e alle 4.30 del mattino mi sono svegliata con la pelle d’oca provocata da una non ben definita sensazione di fastidio. Nel momento esatto in cui ho aperto gli occhi ho individuato subito il problema: la repellente sensazione era provocata dal contatto tra i denti dell’arcata inferiore e il byte dell’arcata superiore. In pratica mi sono persa l’apparecchio!

Dormendo!

Dev’essere stato divertente per la mia famiglia vedermi aggirare per casa alle 5 del mattino alla ricerca del tanto desiderato aggeggio, per non parlare dei pensieri che affollavano la mia mente nel disperato tentativo di dare una spiegazione anche solo lontanamente razionale all’accaduto, tipo: “lo sapevo, in questa casa ci sono i fantasmi e ora ne ho le prove” oppure “qualcuno mi ha aperto la bocca e me lo ha sfilato” oppure “forse è fatto di una qualche sostanza che a contatto con la saliva a lungo andare si scioglie” oppure “magari l’ho ingoiato”, ma soprattutto cosa cavolo mai avrei potuto dire al dentista senza sembrargli pazza? “ehm…no…sai…è successa una cosa strana….ieri sera ho messo il bite sui denti…..e stamattina non c’era più”.
Fortunatamente al risveglio è venuto fuori: era sotto di me, tra il lenzuolo e il materasso.
Non chiedetemi come ci sia finito…